Vincenzo Altieri

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Opere Voxfoniche

Opere voxfoniche

 

1. Canto del disavvenire

 

 

Quest’opera consta di cinque canti, di testi poetici e cinque quadri, da cui sono tratte cinquanta diapositive che a dieci alla volta faranno da fondale ai canti. Nello spazio in cui il Canto del disavvenire avrà voce, è possibile, avendo un po’ di tempo a disposizione, costruire delle sculture in fil di ferro, al cui interno collocare delle candele: luce viva, la quale andrà a segnare, insieme alle sculture, lo spazio dell’ascolto. E’ conveniente creare un’atmosfera nella quale quelle che si è soliti chiamare Presenze, insite nelle Potenze della Voce, possano manifestarsi, e, trovandosi a proprio agio, danzare nel cuore, nel corpo e nella mente dei testimoni.

Le diapositive sono un complemento, anche se non indispensabile, un complemento dei canti. Hanno la funzione di allargare la facoltà immaginativa della mente. Possiamo in breve dire che il canto, cioè la potenza della voce, dovrebbe funzionare, e in genere funziona, come un vomere che scava il solco - vale a dire scuote chi ascolta dal torpore di una percezione quotidiana bloccata [o meglio ingabbiata] e lo trasporta [il suono è veicolo] su un livello differente [che alcuni chiamano extra-quotidiano] - e in questo solco: ferita di esperienza altra, deporre il seme della parola poetica [il testo] e quello dell’immagine [la figura]. Il frutto che porterà non è dato a noi saperlo [?]… Ciò che sappiamo [intuiamo] è che il testimone fa, ossia è messo in condizione di fare, un’esperienza sinestesica, un’esperienza cioè in cui può provare un risveglio di più sensi che insieme cooperano per fargli sentire un sommovimento interiore. E non solo…

 

 

Sequenza Canto del disavvenire

 

Silenzio

Spirofonia

Testo: dizione ctonia quadro: Pacem in terris

Canto alla terra n.1

 

Silenzio

Testo: dizione armonica quadro: Veritatis splendor

Laudamus

 

Silenzio

Testo: dizione ctonia-schista quadro: Mulieris dignitatem

Canto alla terra n.2

 

Silenzio

Testo: dizione ctonia quadro: Evangelium vitae

Kyrie

 

Silenzio

Testo: dizione ctonia quadro: Salvifici doloris

Canto al cielo

 

Silenzio

 

 

 

2. Ulissirene-Voxfanìa n. 3 K

 

Ulissirene-Voxfanìa n. 3 K è un’opera a cui ho lavorato per dieci anni, e la versione finale, e quella attuale, è del 2005.

E’ un viaggio dell’“anima” alla ricerca della sua Fonte, ancora aperto…

 

Anni fa, nell’ottobre del 2006, inviai l’opera al direttore artistico del Festival Drodesera proponendogli di organizzare una “extra-ordinaria” modalità di ascolto per Ulissirene-Voxfania n. 3 K: la disposizione degli ascoltatori distesi a terra su dei tappetini isolanti, cioè che non lasciavano passare il freddo del pavimento, cosa molto importante per non turbare la condizione dell’ascolto, con la testa poggiata su un morbido e sottile cuscino, in una sala completamente al buio, dando così loro la possibilità di viaggiare per il tramite delle Potenze Spirituali formulate dalla fonte fono-poietica della voce ecc.

In tale situazione, sono le voxfonìe e la parola seminale a infondere in coloro che ascoltano l’impulso a suscitare immagini mentali, le quali non possono che essere soggettive, legate cioè all’esperienza di ogni singolo ascoltatore ecc.

[L’esito che ebbe la mia proposta a Drodesera, è storia narrata in altra sede…]

Ciò detto, penso che chi fosse interessato, potrebbe ancora organizzare questo tipo di ascolto “extra-ordinario”…

 

 

Concerto - Conferenza

PAESAGGI VOCALI

viaggio nei luoghi della voce

 

  1. Sonno della voce

  2. Risveglio della voce

  3. Luoghi della voce

 

  1. Ciò che chiamo spirofonìa, potremmo sentirlo come sonno della voce. La spirofonìa è il respiro circolare sonorizzato, cioè al cui interno possiamo udire la presenza degli armonici: cosa che accade anche quando ascoltiamo il vento in quegli spazi che già gli antichi chiamavano valli sonore. Il suono spirofonico è il Soffio vitale, il suono archetipico che infonde la vita in ogni essere, ci attraversa ma non ci appartiene. Nella spirofonìa è possibile anche articolare la parola, parola anch’essa circolare, ma è una parola sentita come ci parlasse nel sogno da un Altrove

 

  1. Il risveglio della voce è il respiro che si riveste di suono: suono che vuole farsi udire. Suono che si mobilita, che scava e s’innalza, che tenta e tasta, che avanza e si ritrae, suono che affascina e spaventa

 

  1. Luoghi della voce: possiamo dire che sono un po’ i costumi culturali messi addosso alla voce. Qualcuno li chiama gabbie. E credo sia giusto, dal punto di vista culturale, però, non fisiologico. Viaggio nei luoghi della voce è appunto frangere i confini tracciati da queste gabbie, ma non solo… E’ anche cercare di scandagliare e cogliere possibilità altre mediante il veicolo vocale…