Vincenzo Altieri

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semiocrazia

Amore per la protezione a

          Amore per la protezione  

Pubblicato il 23 marzo 2013                          
                             
 
Con riferimento alla morte di una turista inglese, accaduta a Roma il 28 ottobre del 2003, un canale satellitare di news diffuse la notizia del decesso  della donna in questo strabiliante modo:
Rinviati a giudizio per omicidio colposo e per lesioni gli operai addetti ai lavori di manutenzione che lasciarono incustodito il tapis roulant  che uccise la donna.

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Che forza questo Sole a

        Che forza questo Sole

pubblicato il 29 marzo 2013


“Il giuoco è quell’attività, per un certo numero di uomini, nel quale il piacere non consiste propriamente in ciò che si fa, ma nella circostanza e nella consapevolezza narcisistica di praticarlo. Non gli eventi del giuoco recano piacere, ma l’autorappresentazione che l’uomo ha di se stesso nel praticare il giuoco come tale. E’ l’immagine compiaciuta dell’attività che svolge in quanto tale che caratterizza il giuoco maschile. E per chi ne è fuori, il giuoco non può altrimenti apparire che come un tedio mortifero e una copertura di tutto quanto è essenziale ma viene disatteso. Per questo gli uomini sono spesso così mortalmente noiosi, e di questo tedio sono afflitti spesso i loro giuochi di linguaggio.”[1] 

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Settimo non sprecare

        Settimo non sprecare


  Pubblicato il 22 aprile 2013


1. Sema sterile
 
Nel taglio basso della prima pagina di Repubblica spicca il titolo:
Consulenza, lo Stato spreca due miliardi,
e sopra al titolo il trafiletto:  
Esperti di tartufi, misuratori di neve, regali a parenti e amanti: lo scandalo di 500mila signor nessuno.[1]
Prima di andare a vedere cosa c’è nell’articolo, raffrontando trafiletto e titolo, emerge già un’evidente dissonanza cognitiva tra “lo Stato spreca” e il fare “regali a parenti e amanti”.

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Pelle stressata

                 Pelle stressata

Oman lanciò un grido e poi gettò via il suo ultimo straccio di pazienza. Ma non si mosse, ristette con l’animo nudo e impotente a fissare la fredda e recisa espressione di Melinde, che non fece però una piega, allora il maschio capì che non c’era verso di distogliere la femmina dal suo proposito, aprì la porta e se ne andò. Per sempre?, non lo disse, e neppure lei lo pensò, tuttavia il possente maschio s’infilò nell’ascensore muto, irritato. Attorno al capo di Oman però era tutto un ribollire di tuoni e fulmini.
Sarebbe passata la tempesta?, e quando?

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