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Mercoledì, 30 Agosto 2017 11:49

Umberto Galimberti Il corpo delle frodi - Il corpo cap. 26 In evidenza

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Umberto Galimberti Il corpo delle frodi - Il corpo cap. 26

Plagi di Galimberti a Medard Boss e Jean Baudrillard

In Ritorno ad Atene, “studi in onore” del filosofo impostore Galimberti, spicca, tra gli altri, pure l’entusiasta elogio di Carlo Feltrinelli, editore del ladrone, difatti: “Umberto Galimberti ha pubblicato i suoi primi libri con Feltrinelli alla fine degli anni Settanta […]. Psichiatria e fenomenologia, che uscì nel 1979, e Il corpo, che fu pubblicato nel 1983. Di quest’ultimo mi dicono (ero troppo giovane allora) che, all’epoca, serie ragioni editoriali suggerirono di ridurre l’enorme manoscritto che Galimberti aveva portato in casa editrice. Cosa che egli fece […]. Oggi il libro si può finalmente leggere in edizione integrale, nella serie delle opere complete dell’autore, ma già allora si rivelò un testo fondamentale, una gigantesca ricognizione sul tema del corpo, capace di rileggere l’intera storia della filosofia dal lato del suo rimosso.”[1] 
Dunque, l’edizione del 1983 de Il corpo fu ridotta, però, ancorché snellita, per Carlo Feltrinelli comunque “già allora si rivelò un testo fondamentale”; ma pure tale notizia gli è stata riferita, perché allora era “troppo giovane” per poter stimare da sé il testo galimbertese. Poi, cresciuto in età e sapienza, ha “finalmente letto Il corpo in edizione integrale”, e ha potuto così opinare con cognizione di causa che esso è “un’opera ancora oggi vitale”.[2] 
Beh, sì, “Il corpo testo fondamentale” lo è, ma è fondamentale però per lo studio della frode filosofica, perché Il corpo è fabbricato a plagi, parafrasi e manipolazioni cervellotiche, in breve è “ancora oggi una vitale” truffa.
Difatti, sono decine gli autori rapinati da Galimberti, che ha saccheggiato idee e pensieri dai loro libri per fabbricare Il corpo, che è un’indubbia frode, macchinando così a danno degli studenti di Ca’ Foscari, che per oltre un quarto di secolo hanno dovuto comprarsi il libro dell’impostore e studiare la sua filosofia copia e incolla, rabberciata e fasulla, ingannando e truffando altresì lettrici e lettori.
Perciò, se a oggi c’è un “rimosso”, lo è di sicuro il corpo del frodatore Umberto Galimberti, che invece di essere chiamato a rispondere delle sue ruberie, è piuttosto spacciato ancora per “il giusto filosofo, umile e onesto”.[3]

Vincenzo Altieri


Il corpo cap. 26

Plagi di Galimberti a Medard Boss e Jean Baudrillard

Con il saccheggio di:
- Psicoanalisi e analitica esistenziale di Medard Boss, Astrolabio Roma, 1973;
- Lo scambio simbolico e la morte di Jean Baudrillard, Feltrinelli Milano, prima edizione in “FIBS” giugno 1979. L’edizione da noi usata è la “Terza edizione dell’«Universale Economica» – SAGGI aprile 2002”;

il ladrone Galimberti ci ha fabbricato:

- il par. 6. Il corpo e il suo doppio. Al di là dell’inconscio, del Capitolo Terzo, La psicanalisi del corpo: la presenza, de Il corpo di Umberto Galimberti, Feltrinelli Editore Milano 1983, prima edizione in “Biblioteca di Psichiatria e di Psicologia clinica”.
Per la dimostrazione dei plagi e delle altre manipolazioni, ci si servirà dell’“Undicesima edizione (aggiornata) dell’«Universale Economica» – SAGGI ottobre 2002” de Il corpo di Umberto Galimberti, in cui il par. 6. è diventato il cap. 26. Il corpo e il suo doppio. Al di là dell’inconscio.

Documentazione plagi

1. Galimberti, Il corpo, p. 333:
[…] rapporti conflittuali tra conscio e in¬conscio non fanno che tradurre l’assillo di questa scissione, per effetto della quale le cose che ci sono più vicine: il nostro corpo, la sua voce, la sua immagine, vengono allontanate per far posto all’interiorizzazione di quel principio ideale della soggettività che si chiama “anima” nel linguaggio religioso e “coscienza” in quello psicoanalitico.
1. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 156:
la nostra cultura è piena di questa ossessione del doppio separato, […] Freud in Das Unheimliche (Il perturbante), […] nella sua forma più semplice: la vertigine della separazione. Viene infatti il momento in cui le cose più vicine, […] il nostro corpo […], la nostra voce, la nostra immagine, cadono nella separazione, nella stessa misura in cui interiorizziamo quel principio di soggettività ideale che è l’anima […].
a) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.
Si fa notare che Galimberti trasmuta in
- “rapporti conflittuali tra conscio e in¬conscio”,
quanto Baudrillard argomenta in relazione al “doppio”, dunque, dopo la prima pagina coperta da due citazioni di Artaud, il ciarlosofo parte subito poi con le sue imposture.

2. Galimberti, Il corpo, p. 333:
[…] le sue sollecitazioni creative sono respinti nel folclore dell’inconscio, come nel fuoco dell'inferno sono stati cacciati gli dèi che il cristianesimo ha trasformato in demoni.
2. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 156:
È essa che uccide questa proliferazione dei doppi e degli spiriti, che li respinge nelle trame larvali, spettrali, del folclore inconscio, come gli antichi dèi trasformati in demoni dal cristianesimo […].
b) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

3. Galimberti, Il corpo, p. 333:
Da questi due dati ultimi Freud ricava le due ipotesi che sono alla base dell’intera teoria psicoanalitica. La prima consiste nell’assumere che “la vita psichica è la funzione di un apparato al quale ascriviamo estensione spaziale e struttura composita”, (n.2) […].
3. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 16:
[…] questi due dati ultimi Freud trasse le due ipotesi fondamentali che reggono l’intero edificio teorico della psicoanalisi. La prima consiste nell’assumere che “la vita psichica è la funzione di un apparato al quale attribuiamo la proprietà di essere esteso nello spazio e composto di più parti, e che ci rappresentiamo come un telescopio, un microscopio e simili”, […].
c) il plagio è evidente, si fa inoltre notare che con la n. 3, Galimberti rinvia a Freud, ma è chiaro che la citazione l’ha copiata a Boss.

4. Galimberti, Il corpo, pp. 333-334:
[…] la seconda consiste nell’inferire dalla constatata “lacunosità nella serie degli atti coscienti” che “lo psichico è in sé inconscio”. (n. 4)
4. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 16:
Il secondo assunto fondamentale Freud lo ricavò dalla presunta constatazione di una “lacunosità nella serie degli atti coscienti”. Da questa “lacunosità” egli inferì che “lo psichico è in sé inconscio”.
d) si nota qui, in merito a “lo psichico è in sé inconscio”, che laddove Medard Boss scrive che
- “Freud lo ricavò dalla presunta constatazione di una “lacunosità nella serie degli atti coscienti”,
il Galimberti lo modifica in
- “la seconda nasce dalla constatazione di “una lacunosità nella serie degli atti coscienti”,
dunque, dal costrutto di Boss il ciarlosofo elimina
- “presunta”,
e così facendo dà per certo in Freud ciò che invece Boss indica all’inizio come un’ipotesi di lavoro per l’inventore della psicanalisi.
Si rileva inoltre che con la n. 4 Galimberti rinvia a Freud, ma è chiaro che la bibliografia l’ha copiata a Boss.

5. Galimberti, Il corpo, p. 334:
Ma qui tanto il giudizio che c’è una “lacunosità nella serie degli atti coscienti”, quanto l’inferenza che “lo psichico è in sé inconscio” poggiano sull’accettazione indiscussa del presupposto scientifico secondo cui la realtà esiste sempre e soltanto nella forma di una causalità rigorosa e senza lacune […].
5. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, pp. 16-17:
In realtà, però, tanto il giudizio che c’è una ‘lacunosità’ nella serie degli atti coscienti, quanto l’assunto che lo ‘psichico in sé’ è inconscio, assunto inferito da quel giudizio, sono deduzioni puramente speculative tratte fondandosi su una tesi dogmatica, accolta senza riflessione, della scienza naturale. […] secondo cui il reale esisterebbe sempre soltanto strutturato in nessi causali, rigorosi e senza lacune […].

6. Galimberti, Il corpo, p. 334:
Da queste premesse mi pare risulti evidente che l’inconscio non è una realtà psichica, ma un prodotto del metodo con cui Freud ha affrontato questa realtà, perché senza l’accettazione indiscussa della logica disgiuntiva dell’ipotesi causale che la percorre gli sarebbe stato impossibile “constatare” la lacunosità della vita cosciente e inferire l’esistenza di un altro livello dove poter reperire i supposti nessi privi di lacune.
6. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 17:
Solo sulla base di questo preconcetto filosofico al Freud teorico la vita psichica cosciente poté apparire, in primo luogo, come generalmente ‘lacunosa’, e secondariamente, e conseguentemente, come non propriamente reale e come bisognosa di un sostrato reale che stesse alla sua base e che rivelasse i cercati nessi causali privi di lacune.
e) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.
Si nota che il passo citato è già presente in Psichiatria e fenomenologia, e il Galimberti, riportandolo ne Il corpo, ha inserito lo “scatto di novità”:
- “logica disgiun¬tiva dell’ipotesi causale”,
per accordare le note del passo al tema del libro-frode Il corpo.

7. Galimberti, Il corpo, p. 334:
Siccome l’inconscio, in quanto inconscio, è per definizione inverificabile, si possono supporre in esso tutti quei “nessi privi di lacune” richiesti dall’ipotesi causale, e questo non tanto per “comprendere” la vita psichica, quanto per “spiegarla” secondo l’ideale esplicativo delle scienze naturali. (n. 5)
7. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 17:
Poiché un inconscio, in quanto inconscio per definizione, è incontrollabile, si potevano senza pericolo pensare inseriti in esso tutti quei nessi causali privi di lacune che non possono essere percepiti nella realtà immediatamente data, e che tuttavia si ritenevano indispensabili per poter attribuire alla ‘psiche’ una realtà propria.
f) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.
Si rileva inoltre che con la n. 5 Galimberti rinvia a Freud, ma è chiaro che la bibliografia l’ha copiata a Boss.

8. Galimberti, Il corpo, p. 334:
L’assunzione dell'inconscio, infatti, si rivela necessaria […].
8. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 17:
Per di più, l’assun¬zione di un ‘inconscio’ si rivelava necessaria […].

9. Galimberti, Il corpo, p. 335:
In effetti il concetto di “transfert”, così come quello di “proiezione”, ci sono divenuti a tal punto familiari che rischiamo di non vedere neppure le difficoltà teoriche implicite in essi.
Come è possibile, infatti, che un’entità psichica, quale ad esempio un mio sentimento ostile, appartenente a uno spazio interiore, soggettivo e privato come è appunto 1’“apparato psichico”, possa uscire da me e fissarsi su uomini e cose fino a fondersi con essi, al punto che gli elementi costitutivi della mia psiche vengano percepiti come realtà esteriori?
9. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 17:
Come, per esempio, potrebb’essere anche soltanto immaginabile una ‘proiezione psichica’ senza il ricorso a un inconscio? Come, in altre parole, senza alcun artificio, un’entità psichica appartenente a uno spazio psichico soggettivo, interiore e privato, poniamo la propria intenzione ostile, potrebbe essere estratta da una psiche, fissarsi poi su cose o su altri uomini, e fondersi con essi in modo che alla fine gli elementi costitutivi della propria psiche non vengano più percepiti se non come realtà esteriori?

10. Galimberti, Il corpo, p. 335:
Intesa la coscienza come una “cosa” (res cogitans) invece che come un “atto intenzionale”, si comprende come Freud possa trattare le qualità psichiche come se fossero oggetti fisici, fino a supporre, ad esempio, che i sentimenti possano essere spostati da una persona all’altra (transfert), come si spostano le cose.
10. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 17:
[…] concetto di transfert […]. Infatti solo assumendo i sentimenti oggettivamente isolati e autonomamente esistenti, come gli elementi non intenzionali di un apparato fisico, si può immaginare che per esempio un sen-timento d’amore si stacchi dalla madre e si “trasferisca”, nel corso del trattamento, sull’analista.
g) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

11. Galimberti, Il corpo, p. 335:
Ora, siccome non esistono sentimenti in sé indipendenti dalle cose sentite o dagli uomini percepiti, […].
11. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 17:
[…] il concetto di ‘transfert’, […] presuppone in fondo che esista un qualcosa come i sentimenti in sé, indipendenti dalle cose sentite o dagli altri uomini percepiti.

12. Galimberti, Il corpo, p. 336:
Nel tentativo di risolvere questo misterioso fenomeno della “conversione”, conformemente ai presupposti cartesiani che inconsapevolmente operavano alle sue spalle, Freud giunge a un naturalismo materialistico dove l’inconscio, che finora era un’ipotesi necessaria per supplire “la lacunosità degli atti coscienti”, diventa una realtà, la realtà del corpo naturalisticamente inteso. Scrive, infatti, Freud in proposito:

I processi fisiologici (physiologisehen Funktionen), che dai filosofi e dagli psicologi sono stati finora ritenuti meri processi somatici concomitanti (sonzatischen Begleitvorgänge), sono il vero e proprio psichico (das eigentliche Psychische). (n. 8)

12. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 18:
Né Freud seppe far sì che l’‘inconscio’ acquistasse realtà identificandolo, conformemente al materialismo naturalistico allora predominante, col somatico, considerato come fondamentale, anzi unica realtà; e affermando, com’egli fece, che “i processi fisiologici, che dai filosofi e dagli psicologi sono stati finora ritenuti meri processi somatici concomitanti, sono il vero e proprio psichico”.
h) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.
Si nota che la citazione di Freud e la bibliografia, Galimberti le ha copiate a Boss, e appare inoltre ridicolo il mascheramento del plagio della citazione con la messa in parentesi delle dizioni in lingua tedesca.

13. Galimberti, Il corpo, p. 336:
Con questo taglio gordiano della problematica cartesiana della ghiandola pineale, Freud soddisfa il criterio di realtà postulato dall’ideale esplicativo delle scienze naturali perché, identificando lo “psichico” col “fisiologico”, trova un nesso causale ininterrotto. Ma poi l’insoluto interrogativo cartesiano si ripropone quando si tratta di spiegare come le zone somatiche, ritenute le sole reali, possano sviluppare i “primi rappresentanti psichici” sotto forma di “istinti dell’Es”, e come questi rappresentanti psichici possano da sé trasformarsi, spinti semplicemente “dalle esigenze della vita”, nei propri opposti, cioè negli stimoli coscienti inibitori degli istinti dell’Es. (n . 9)
13. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 18:
Nel somatico, infatti, si poteva effettivamente, e in maniera particolarmente semplice, immaginare soddisfatto il criterio di realtà postulato dal dogma di fede della scienza naturale, consistente nella ipotesi di un nesso causale ininterrotto. Ma in che modo, allora, le zone somatiche, ritenute le sole reali, potrebbero sviluppare i “primi rappresentanti psichici” sotto forma di “istinti dell’Es”? E in che modo, poi questi rappresentanti psichici potrebbero da se stessi trasformarsi, spinti semplicemente “dalle esigenze della vita”, per esempio nei propri opposti, cioè negli stimoli coscienti inibitori degli istinti, […].
i) qui il Galimberti, per confondere gli animi di chi legge, imbrogliando altresì quei poveri studenti costretti a comprare e a fare l’esame con un libro-truffa, inserisce nelle argomentazioni plagiate a Medard Boss:
- “taglio gordiano”,
- “cartesiana della ghiandola pineale”,
- “l’insoluto interrogativo cartesiano”,
che è un’operazione totalmente arbitraria, nonché sterile.
Altra cosa che appare stravagante è laddove il ciarlosofo scrive:
- “stimoli coscienti inibitori degli istinti dell’Es”,
soggiungendo a “istinti” il complemento di specificazione “Es”, e in tal modo induce a credere che nell’“apparato psichico” freudiano ci potrebbero essere pure “istinti dell’io” e “istinti del super-io”, e cosiffatto ridicolo storpiamento è dovuto al tentativo di camuffare quanto sottratto a Boss.

14. Galimberti, Il corpo, pp. 336-337:
Da queste intricate costruzioni teoriche, che rispondono più all’esigenza causalistica della scienza che alla comprensione dell’uomo, si esce solo se i fenomeni indicati con i nomi di “proiezione”, “transfert”, “resistenza” vengono intesi non come proprietà di un apparato psichico, ma come effettive relazioni interumane, perché, né l’organo cerebrale della psichiatria classica, né l’apparato psichico della teoria psicoanalitica sono, di per sé e in quanto tali, in grado di recepire o percepire qualcosa. Di ciò è capace solo l’essere umano nella sua totalità […].
14. Medard Boss, Psicoanalisi e analitica esistenziale, p. 19:
I fenomeni indicati coi nomi di ‘transfert’ e ‘resistenza’ sono fenomeni indicanti relazioni interumane, […]. In realtà, i nostri organi sensoriali, in quanto tali e di per sé, non sono in grado in generale di recepire e di percepire alcunché. […] soltanto l’essere umano stesso nella sua totalità.

15. Galimberti, Il corpo, p. 337:
Come sede dei desideri rimossi, l’inconscio, ci dice Freud, desidera sposare la madre e uccidere il padre. Ma che cosa vuol dire? si chiede E. Ortigues in Œdipe africain:

Il verbo “sposare” non ha lo stesso senso nei due contesti, non ha il medesimo contenuto sociale e psicologico. Quanto al verbo “uccidere” apparentemente così chiaro, siamo ben sicuri che non ci riservi delle sorprese? Cos’è, per esempio, un “padre morto” in una cultura in cui gli antenati sono tanto vicino ai vivi? (n. 11)

15. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, pp. 148-149:
L’inconscio e l'ordine primitivo. - Questa reciprocità della vita e della morte, […] - tutto questo rimette in causa l’ipotesi stessa dell’inconscio.
“Sposare la madre”, “uccidere il padre”, che cosa vuol dire? chiede E. Ortigues in Oedipe africain. “Il verbo sposare non ha lo stesso senso nei due contesti, non ha il medesimo contenuto sociale e psicologico. Quanto al verbo ‘uccidere’, apparentemente così chiaro, siamo ben sicuri che non ci riservi delle sorprese? Cos’è dunque un ‘padre morto’ in un paese in cui gli antenati sono tanto vicini ai vivi? [...].”
l) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.
Ci sembra qui doveroso far notare le ridicole manipolazioni uscite dalla fertile e abissale mente di Galimberti.
La prima, laddove l’impostore ha scritto:
- “l’inconscio, ci dice Freud, desidera sposare la madre e uccidere il padre”,
è chiaro che è un imbroglio, perché nella fattispecie il povero Freud è abusato come foglia di fico per coprire il furto a Ortigues.

Anche la seconda manipolazione, è un’altra ingegnosa truffa escogitata dal “grande filosofo” per ingannare i lettori. Difatti, con la n. 11, p. 337, de Il corpo, Galimberti rinvia a:
- “E. Ortigues, Œdipe africain, Michel, Paris 1967, p. 23.”
Ora, siccome del libro di Ortigues non è riportata alcuna traduzione in italiano, chi legge è indotto a credere che Galimberti avrebbe non solo letto il testo in lingua francese, ma ne avrebbe altresì lui stesso tradotto il passo citato, ciò è però falso, perché Galimberti ha copiato il passo nella pagina di Baudrillard, e ha inoltre imbrogliato sul riferimento bibliografico, dando delle informazioni fasulle, perché Oedipe africain di Edmond Ortigues non è stato pubblicato da “Michel, Paris 1967”, bensì da “Plon, Paris 1966”, quindi, ciò che ha scritto il ciarlosofo è un’impostura.

16. Galimberti, Il corpo, p. 337:
[…] la storia delle comunità pri¬mitive non s’è mai articolata sulla legge del padre morto […].
16. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 149:
Così la “funzione simbolica” nelle società primitive non si articola sulla legge del Padre […].

17. Galimberti, Il corpo, p. 337:
Non solo, ma nelle società primitive l’istanza del padre non poteva comparire, perché, come ci mostrano tutti i riti di iniziazione, essa veniva immediatamente risolta in tutti i padri e in tutte le madri del clan, in quelli vivi e in quelli morti, fino agli antenati più lontani e alla terra-madre del clan.
17. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 149:
Nell’iniziazione, abbiamo visto come si risolvevano, mediante un processo sociale, le figure biologiche della filiazione, per lasciare il posto a dei parenti iniziatici - figure simboliche che rinviano al socius, cioè a tutti i padri e tutte le madri del clan, e al limite ai padri morti, gli antenati, e alla terra-madre del clan.
m) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

18. Galimberti, Il corpo, pp. 337-338:
Nessuna traccia quindi di incesto e di omicidio, ma frequenti riferimenti al dispositivo dello scambio, dove al centro non si trova la madre, ma le sorelle che vengono scambiate in un rapporto di sfida e di reciprocità.
18. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 149:
Al principio dell’Edipo, […] si oppone, […] un principio di scambio delle sorelle da parte dei fratelli - è la sorella, non la madre, che è al centro del dispositivo, ed è al livello dei fratelli e delle sorelle che si organizza tutto il gioco sociale degli scambi […] sulla base della sfida e della reciprocità […].
n) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

19. Galimberti, Il corpo, p. 338:
Se veramente l’inconscio avesse interiorizzato la storia trascorsa e rimossa, non vi troveremmo l’interdizione della parola del padre, resa efficace dalla struttura familiare chiusa, ma il principio sociale dello scambio simbolico, il “vero rimosso” della nostra storia […].
19. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 149:
Quindi, niente triangolo edipico desocializzato, niente struttura familiare chiusa sanzionata dall’interdizione e dalla Parola dominante del Padre, ma un principio di scambio tra pari, sulla base del¬la sfida e della reciprocità - principio autonomo d’organizzazione sociale […].
[…] principio sociale dello scambio opposto al principio psichico dell’interdizione. […] processo simbo¬lico opposto a un processo inconscio.
o) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.
Si nota che le argomentazioni di Baudrillard sono ispirate da Ortigues.

20. Galimberti, Il corpo, p. 338:
Come principio di riconoscenza reciproca fra i soggetti, il Fallo diventa quella Legge universale fuori dalla quale non c’è salvezza.
20. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 150:
[…] il fallo – “[…] per farne una legge di riconoscenza reciproca tra i soggetti.” […] il Nome del Padre, significante della Legge, […]. Fuori del fallo, nessuna salvezza.

21. Galimberti, Il corpo, p. 338:
Per questo s’è potuto gentilmente rifilare alle società primitive l’appellativo di “psicotiche”, perché queste effettivamente non conoscevano quella legge, né la struttura di rimozione e di inconscio che ne deriva.
21. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 150:
Ecco perché si è potuto dire che le società primitive erano delle società “psicotiche” - perché in effetti esse non conoscevano l’operazione di questa Legge né la struttura di rimozione e d’inconscio che ne deriva.

22. Galimberti, Il corpo, p. 338:
In realtà sono le nostre società, a cui si riserva la qualifica di “nevrotiche”, a essere sul punto di diventare psicotiche, non perché trascurano l’inconscio, ma per-ché hanno totalmente perso l’accesso al simbolico.
22. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 150:
[…] le società moderne, alle quali si riservava gentilmente il qualificativo di “nevrotiche”, e che in realtà sono sul punto di diventare “psicotiche” secondo la nostra stessa definizione, vale a dire di perdere totalmente l’accesso al simbolico.
p) il plagio è indubbio, si fa tuttavia notare che Galimberti ha copiato quanto Baudrillard ha scritto nella n. 13, p. 150, de Lo scambio simbolico e la morte. E non è una novità, perché, come si è già dimostrato, Galimberti copia anche le note nelle pagine degli autori rapinati.

23. Galimberti, Il corpo, p. 338:
Il simbolismo dei primitivi non è un’istanza, una legge immutabile sotto la cui giurisdizione avvengono gli scambi, ma è il ciclo stesso degli scambi, dove il dare e il ricevere conoscono solo la reversibilità totale che li compone (sym-ballein) e non la disgiunzione (dia-ballein) di un’istanza psichica rimossa e di un’istanza sociale trascendente […].
23. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 150:
Il simbolico non è una istanza, […] Legge immutabile […]. Il simbolico è il ciclo stesso degli scambi, il ciclo del dare e del rendere, un ordine che nasce dalla reversibilità stessa, e che sfugge alla duplice giurisdizione e d’una istanza psichica rimossa e d’una istanza sociale trascendente.
q) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.
Si fa qui notare il pomposo e ridicolo “scatto di novità” escogitato dal “grande filosofo”, e interpolato nel passo copiato a Baudrillard, allo scopo d’ingannare l’occhio dei lettori:
- “li compone (sym-ballein) e non la disgiunzione (dia-ballein)”.
Questo “scatto di novità” ideato da Galimberti è non solo un imbroglio, ma storpia altresì il pensiero del francese.

24. Galimberti, Il corpo, p. 338:
[…] come può essere il Padre per i rapporti fami¬liari, il Capo per quelli operativi, il Potere per quelli sociali, il Significante per l’ordine del discorso.
24. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 150:
No, non vi hanno accesso per intercessione di una Legge immutabile, la cui figura rappresenta lo stesso ordine sociale, quello del Padre, del Capo, del Significante e del Potere.

25. Galimberti, Il corpo, pp. 338-339:
Solo quando il Padre non può essere scambiato, la sua Legge deve essere interiorizzata da chi vi si sostituisce, ma non là dove i padri sono dati e ricevuti come nei primitivi riti di iniziazione, e dove la madre, come terra degli antenati, è di volta in volta rimessa in gioco, dai padri ricevuta e trasmessa.
25. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 150:
[…] il padre biologico, invece, è inescambiabile, non si può che sostituirsi a lui, e la sua figura simbolica, la sua parola, è immutabile, nemmeno essa si scambia, è una parola senza risposta) - quando la madre è donata dai padri (è la terra degli antenati, ogni volta rimessa in gioco nell’iniziazione), e ricevuta e trasmessa […].
r) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

26. Galimberti, Il corpo, p. 339:
Si può parlare di società senza rimozione né inconscio, non per reperire presso i primitivi una sorta di innocenza dove era consentito quello che per noi è interdetto, ma per ribadire che l’inconscio è il fantasma negativo che si ottiene quando, distrutta l’ambivalenza, si raccoglie il valore, tutto da una parte, dalla parte dell’ordine razionale.
26. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 151:
Se si può parlare di società senza rimozione né inconscio, non è affatto per ritrovare qualche innocenza miracolosa in cui i flussi di “desiderio” errerebbero liberamente, […] senza interdizione […] del fantasma negativo d’un ordine del razionale.
s) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

27. Galimberti, Il corpo, p. 339:
Rimettere in causa la teoria dell’inconscio significa allora rimettere in causa anche quest’ordine, ma non per liberarvi un corpo represso com’è nelle intenzioni dell’“anti-Edipo deleuziano”, (n. 15) o per persuaderlo dell’inevitabilità della sua repressione com’è nell’“Edipo freudiano”, ma per ricomporlo da quella lacerazione in cui la logica disgiuntiva l’ha diviso, e in cui sia l’Edipo sia l’anti-Edipo lo trattengono.
27. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 151:
Rimettere in causa la teoria dell’inconscio significa rimettere in causa anche quella del Desiderio […].
In questo il Desiderio fa interamente parte del nostro regno dell’interdizione, la sua materialità sognata fa parte del nostro immaginario. Sia dialettizzato con l’interdizione, come nell’Edipo e la psicoanalisi, sia esaltato nella sua produttività bruta, come nell’Anti-Edipo […].
t) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

28. Galimberti, Il corpo, p. 339:
Questa è la vera alienazione, quella che risulta dalla nostra identificazione con una soggettività ideale […].
28. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 155:
Così, storicamente, l’alienazione comincia con l’interiorizzazione del Padrone da parte dello schiavo emancipato […].

29. Galimberti, Il corpo, p. 339:
Io ed Es, anima e corpo, coscienza e inconscio sono, sul registro psicoanalitico, religioso e morale, i prodotti di questa alienazione che il pensiero della discontinuità e della frattura […].
29. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, p. 157:
Ora il pensiero dell’inconscio, come quello della coscienza, è ancora un pensiero della discontinuità e della frattura.

30. Galimberti, Il corpo, p. 339:
Sotto la giurisdizione di questo pensiero duale è impossibile una lettura del simbolico dove la morte non è separata dalla vita, né Dio dal diavolo, né il corpo dalla sua ombra, dove nessuna istanza doppia l’altra, per vivere della sua rimozione.
30. Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte, pp. 157-158:
La giurisdizione del discorso psicologico su tutte le pratiche simboliche […] pensiero d’un ordine duale […] la morte non è uno spazio separato […] dove il proprio corpo e la sua ombra non sono per il soggetto degli spazi separati […] reciprocità simbolica […]. Qui, nulla è nostalgico, perduto, separato, inconscio. Tutto è già presente, e reversibile, e sacrificato.
t) plagio e rielaborazione alla galimbertese per dissimulare il furto.

 

Conclusioni

A fronte di quanto su documentato, il cap. 26. Il corpo e il suo doppio. Al di là dell’inconscio, de Il corpo, Galimberti l’ha fabbricato con una prima pagina fatta con due citazioni di Artaud, mentre le altre sette pagine sono per circa l’80% copiate e il resto sono manipolazioni e parafrasi di quanto già scritto e argomentato nei libri dei due autori rapinati.
Quindi di Galimberti c’è solo il suo tenace pensiero-mastice, con cui ha incollato insieme quanto copiato da Psicoanalisi e analitica esistenziale di Medard Boss, e da Lo scambio simbolico e la morte di Jean Baudrillard, pertanto, il cap. 26. de Il corpo è a tutti gli effetti una frode.
Si fa notare che i libri di Baudrillard sono stati ampiamente saccheggiati da Galimberti, e anche Medard Boss è stato più estesamente derubato dal “grande filosofo” impostore, come si è certificato nel saggio Ezio Mauro, Galimberti e il “cerchio magico”, di pubblica lettura sul nostro sito, dove si dimostrano pure i plagi a Boss, di cui Galimberti si è servito per fabbricare quell’altro libro-frode che è Psichiatria e fenomenologia.

Vincenzo Altieri

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