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Venerdì, 03 Giugno 2016 14:30

Umberto Galimberti Asinerie Cuore di carta In evidenza

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Umberto Galimberti

Asinerie

Cuore di carta

 

Cuore di carta promuove ancora, alla Fiera delle parole 2016, Le cose dell’amore, libro-frode di Umberto Galimberti.

1. Una storiella padana

Siccome da anni siamo sulle orme del frodatore Galimberti, a ottobre 2014 c’imbattemmo nella notizia che questo notorio ladrone e impostore sarebbe andato alla Fiera delle parole di Padova, invitato da Cuore di carta, a somministrare al pubblico una cosiddetta lectio magistralis su Le cose dell’amore. E confidando sul fatto che le persone di questa Associazione culturale avessero sinceramente a Cuore sia libri che la cultura autentica, gli scrivemmo un’e-mail:



galimberti impostore
vincenzo altieri

05/10/2014

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Spett.le Redazione Cuore di carta,
nel programma della “Fiera delle parole” scrivete del signore sottostante:
“Umberto Galimberti ci consegna un volume (che in parte raccoglie suoi articoli pubblicati dal quotidiano ‘la Repubblica’) in cui l’acutezza del pensiero penetra i meandri del sentimento e del desiderio e il lettore morale registra i mutamenti intervenuti nella modalità di vivere (e patire) le dinamiche dell’attrazione, il patto con l’amato/a, la trama di autenticità e menzogna del rapporto amoroso, i percorsi del piacere (dall’onanismo alla perversione). Sullo sfondo si muove, come un fantasma, continuamente evocato e rimosso, quello che propriamente o impropriamente gli uomini non smettono di chiamare amore.”

A differenza di quanto scrivete voi, Le cose dell'amore di Galimberti è una colossale frode,
in quanto è un libro fabbricato a plagi - sono 42 gli autori plagiati da Galimberti per costruire Le cose dell'amore - da me documentati e in rete, basta andare sul nostro sito, sezione Il paese dei ciarlosofi, e leggere il testo: Umberto Galimberti, l'impostore glorioso, dove si attesta non solo la frode, ma altresì le esilaranti asinerie che questo illustre filosofo di nome va generosamente elargendo, come fece già anche a Padova alla “Fiera delle parole” di qualche anno.

Portare ancora a Padova un notorio plagiatore, nonché un facitore di asinerie e argomentazioni cervellotiche, significa non aver alcun rispetto dei lettori, nonché abusare della loro buona fede, né rispetto del verace “cuore di carta”, che non fabbrica e dissemina imposture, come fa Galimberti, ma diffonde bensì autentici pensieri ed emozioni.
Buone cose
Vincenzo Altieri

La nostra e-mail non ebbe però alcun effetto, ma cadde nel vuoto, perché il “Cuore di carta”, tutto trepido e trasudante per l’emozione, accolse il 09 ottobre 2014 il notorio ladrone e impostore Umberto Galimberti e lo fece salire in cattedra addirittura al Palazzo della Ragione di Padova.
E Galimberti, da provetto cesellatore di perle asinine qual è, elargì al folto pubblico convenuto in sala dei raffinati ragli.
Dopodiché, “Cuore di carta” diffuse l’erudito show di Galimberti, con gli interludi asinini, su Youtube.
E noi, dopo averlo audio-visto, e chiesto poi scusa alle nostre orecchie, scrivemmo un’altra e-mail all’entusiasta “Cuore di carta”:


Classici che passione
vincenzo altieri

21/10/2014

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Spett.le Redazione Cuore di carta,
vi avevo già scritto del notorio plagiatore Galimberti, presente nel programma della “Fiera delle parole” 2014, e che spacciate per uno dotato di “acutezza del pensiero”, mentre nella sostanza è un impostore, un ladrone di idee e pensieri altrui, con cui ha fabbricato i suoi libri-frode, e vi avevo detto altresì che è un bronzo risonante che va ripetendo “asinerie e argomentazioni cervellotiche”, e che se fosse stata confermata la sua presenza a Padova, avreste con ciò mostrato di “non aver alcun rispetto dei lettori, nonché abusare della loro buona fede".
Ed è quello che è successo, perché voi avete indotto persone in buona fede a pensare che quello che stava loro cicalando de “LE PAROLE DELL’AMORE” fosse un pensatore verace, mentre invece avevano dinanzi uno che ammanniva loro la solita broda condita di asinerie.
Diamo di seguito un solo esempio di alcuni ragli lanciati da Galimberti, con la solita spocchiosa sicumera, nel riverberante Palazzo della Ragione, che d’ora in avanti si potrebbe pure etichettare: Palazzo della S-ragione. Ed ecco uno degli ammaestramenti dell’impostore Galimberti:

“C’è un esempio, per esempio, nell’Odissea in cui Agamennone sottrae ad Achille la sua schiava preferita Briseide, e Achille irato non va più in battaglia. Quando Achille non va in battaglia le sorti degli Achei non vanno bene, e allora bisogna trovare una soluzione. Non si può chiedere ad Agamennone di chiedere scusa ad Achille, perché un re che chiede scusa non è più un re. Allora Ulisse organizza dei giochi, nei giochi in mezzo si mettono dei premi, tra i premi si mette anche Briseide. I giochi sono vinti da Achille e Achille si porta a casa la sua schiava.”

Nella fattispecie non si tratta “dell’Odissea”, ma bensì dell’Iliade, prima altisonante asineria; e Omero non ha mai scritto nell’Iliade quello che Galimberti gli mette in bocca, cfr. sottolineatura, seconda altisonante asineria.

Queste asinine panzane Galimberti le aveva già sparse altre volte, come segnalatovi nella precedente mia, ma voi avete fatto in modo che l’impostore li ripetesse anche lì a Padova, trasformando così la “Fiera delle parole” in un baraccone di ragli.
Di sicuro, quando si scriverà in dettaglio di questa squallida vicenda tutta italiota, il vostro “Cuore di carta” potrà usarsi come un cartoccio da mercatino per infilarci dentro il pesce marcio Galimberti.
Buone cose.
Vincenzo Altieri

P.S.
Circa le asinerie ragliate a Padova da Galimberti, controllate voi stessi, del resto è un video che avete diffuso voi su Youtube.
E per farvi pubblicità?

2. Le asinerie non finiscono mai

Le asinerie su Agamennone, Achille e Briseide propinate al Palazzo della Ragione di Padova, e diffuse dal devoto “Cuore di carta” sulla rete, per celebrare Galimberti alla Fiera delle parole, si possono ancora ascoltare su Youtube, e l’impostore non se n’è stato intanto con la lingua a riposo, ma è andato in giro a rilanciare i suoi ragli, per esempio, il 03 ottobre 2015 alla Sala Borsa di Bologna, dove nel convegno “Io e l’altro”, l’impostore cicalò:
“Un bel giorno Agamennone, preso da libido, sottrae ad Achille la sua schiava Briseide. Achille non va più in battaglia e le cose per gli Achei vanno male. Allora Ulisse dice: Qui bisogna trovare una soluzione. Agamennone non può andare a chiedere scusa ad Achille, perché un re che chiede scusa non è più un re. E allora bisogna inventare dei giochi, far partecipare a questi giochi Achille, mettere tra la posta, tra le cose che si vincono, oltre ai bracciali, i carri, le lance, gli scudi dorati, anche alcune fanciulle, tra cui Briseide. Achille vince la gara e porta a casa Briseide e tutto sembra si ricomponga.”
Dunque, anche nella Sala Borsa di Bologna, il ciarlosofo gettò in pasto perle asinine, e il “greco di mentalità” Galimberti fece tale gesto in un convegno dov’erano presenti tra il pubblico numerosi psicologi e psicoterapeuti usciti apposta dai loro studi per sentire la lectio magistralis del famoso impostore, perciò, stando il pubblico di esperti, Galimberti s’ingegnò per inserire nella versione propinata alla Fiera delle parole di Padova un prodigioso “scatto di novità”, dicendo cioè che il re dei re Agamennone fu “preso da libido” e quindi sottrasse ad Achille la bella Briseide, per andarci subito a letto?, ma questa è un’esilarante asineria, come lo è pure la storiella che Ulisse inventò dei giochi, e che nel monte premi ci mise anche Briseide, così il Pelide “vince la gara e porta a casa Briseide”, quindi Galimberti, “sotto gli occhi di tutti”, in Sala Borsa, e senza alcun intervento di ate, fece una spietata e orrida strage della poesia omerica.
Tuttavia, non solo nella Sala Borsa nessuno dei numerosi psicologi e psicoterapeuti si alzò a rintuzzare tale crassa cervelloticheria, come dimostra il video della lectio s-magistralis diffuso su Youtube da Biosistemica, per pubblicizzare “La Scuola di Specializzazione in Psicoterapia?, forse, tuttavia, l’audio-visione della lectio “Io e l’altro” di Galimberti non può che far inorridire le persone colte, nonché far arretrare ancor di più nella “società l’esigenza psicologica”, se a sostenerla sono dei psicologi alla Galimberti, che cesellano asinerie e blaterano di follia che ci abita.

Ed rieccoci a il Belpaese dei morti viventi

Persone di buon senso, e che non hanno un Cuore di carta, ma uno di carne, non potrebbero che provare disgusto morale dinanzi alle idiozie omeriche escogitate da Galimberti, nondimeno, eccoci all’oggi, e alla sorpresa saltata fuori dal Cuore di carta, come Atena dalla Coscia di Giove.
Come si ricorderà, lo scorso anno tra la timoniera della Fiera delle parole il Sindaco patavino ci fu qualche screzio, che prese però una brutta piega, che si approfondì al tal punto da produrre una clamorosa rottura tra amministrazione comunale e Cuore di carta.
E per la timoniera fu un brutto colpo, tuttavia non cedette

«Sono grata alle persone che mi hanno dimostrato il loro affetto e ho ricevuto decine di chiamate da molti sindaci tra cui quello di Pesaro - dice Bruna Coscia -. A Padova continueremo il lavoro della Fiera grazie all’Università con cui organizzeremo alcuni eventi e dal 29 aprile al 1 maggio saremo a Este con tre giorni pieni di libri, musica, parole, autori con lo staff di Cuore di Carta».[1] 
Dunque, sloggiata dal Palazzo della Ragione, la Fiera delle Parole se ne andò a Este dal 29 aprile al 01 maggio, al grido: «Andiamo avanti», lanciato dalla timoniera Bruna Coscia.
E a Este, per rilanciare la Fiera, tra gli altri, fu chiamato ancora l’illustre filosofo di nome Umberto Galimberti, perciò ci è toccato bussare ancora al “Cuore di carta” con una novella e-mail:

i ragli non finiscono mai

vincenzo altieri

Rispondi|
sab 28/05/2016
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La sig.ra Coscia, tra la Fiera delle parole incorse col Sindaco del comune patavino, evocò la mancanza di "lealtà", pertanto, si deve forse desumerne che il Cuore di carta è sempre leale verso gli evocati ad ascoltare i suoi battiti e ribattiti?
I fatti però sono impietosi, e attestano che la lealtà non è iscritta nel Cuore di carta, perché dopo le altisonanti ragliate di Galimberti a Palazzo della Ragione nel 2014, in occasione della sua lectio magistralis "Le cose dell'amore", sloggiata da Padova la Fiera delle parole, al sublime ragliatore gli è stata offerta la Piazza Maggiore di Este per esibire le sue prodigiose perle asinine, sempre in occasione di un'altra lectio magistralis su "Le cose del'amore", perciò andiamo subito alla perla sfavillante.

Cianciando del Simposio, a un certo punto, imbevuto dell'impudente spocchia che lo contraddistingue, Galimberti ha apostrofato il pubblico accorso ad sentirlo:
"Bene, ma allora amore ha un piede nella ragione e un piede nella follia. E questo piede nella ragione e nella follia salta fuori verso il finale di questo bellissimo dialogo, che direi di andare a leggere, ogni tanto leggete qualcosa, a leggere il Simposio ci si mette un’ora, si può dedicare un’ora per sentire queste cose, no?, e leggere dal vivo."

Dunque, Galimberti col suo reciso: "ogni tanto leggete qualcosa" rivolto al pubblico, insinuò con perfida stolidezza che i presenti nella Piazza fossero degli ignoranti, che non saprebbero niente del Simposio, per cui se lo andassero a leggere, che dedicassero "un’ora per sentire queste cose", cioè per istruirsi nelle cose dell'amore, tà erotikà, come avrebbe perciò fatto lui, filosofo di "mentalità greca".

E allora diamo un'occhiata nel baraccone del Galimberti esposto alla Fiere delle parole in Piazza Maggiore a Este:
"Platone racconta che Socrate era stato invitato insieme ad alcuni suoi amici da Agatone a un cena. La cene si svolgevano a tema, si mangiava, si beveva e si esponevano le proprie considerazioni attorno a un tema. E il tema di quella sera è l’amore. Socrate s’incammina e a un certo punto si blocca sotto un portico. I suoi amici sanno, soprattutto Alcibiade, Alcibiade era il generale dell’esercito greco, molto più giovane di Socrate, perché allora le guerre si facevano corpo a corpo, quindi i generali erano giovani e quelli vecchi come Socrate facevano la retroguardia, facevano i soldati. Bene, Alcibiade dice: «Sì, non vi preoccupate, anche a Salamina Socrate rimase in queste condizioni per 24ore, suscitando l’ilarità di tutti i soldati, e tra un po’ si riprende e verrà»."

Ora, chiunque abbia letto il Simposio sa bene che all’inizio non è presente Alcibiade, che arriverà solo "verso il finale di questo bellissimo dialogo", quindi, Galimberti che ingiunse al pubblico: "ogni tanto leggete qualcosa", diede segno che è lui il primo a tralasciare di leggere il Simposio, altrimenti non avrebbe sfoggiato in Piazza Maggiore a Este le sue rifulgenti asinerie.

Dunque, anche alla Fiera delle parole 2016, Galimberti ha elargito al pubblico le sue sfavillanti perle asinine, e il Cuore di carta, sprizzante orgogliosa fierezza, ne ha diffuso i cacofonici e palpitanti bagliori per tutta la rete, urbi et orbi...
Complimenti!
Vincenzo Altieri 30 maggio 2016

Letto 489 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Giugno 2016 14:33

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